Regionali, D’Agati corre con Armao INTERVISTA

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L’imprenditore villabatese che si è ribellato alla mafia Domenico D’Agati, candidato alle regionali per Gaetano Armao presidente, ai nostri microfoni spiega la sua scelta e i suoi obiettivi.

Quali propositi ti portano a restare a Villabate dopo quello che ti è successo?

Sostanzialmente l’affetto che nutro per questo paese, sono nato qua e sono nato nel momento in cui questo paese era fiorente e splendido. Certamente il territorio è cambiato in questi anni in negativo e purtroppo ha vissuto le vicissitudini di quello che è stato definito il triangolo della morte e quindi di mafia, anche io ho subito le minacce della mafia e mi sono ribellato denunciando. Sarei potuto anche andare via ma sono qui per cercare comunque di costruire qualcosa di positivo, di ritornare anche il mio lavoro e sono qui anche per sollecitare tutte quelle persone che in silenzio oggi ancora subiscono.

Cosa manca questo territorio cosa non è stato fatto in questi anni?

In questo territorio manca un po’ tutto, mancano le infrastrutture, mancano i servizi, manca una programmazione. Si sono succedute tantissime amministrazioni, abbiamo subito due commissariamenti per mafia, ma questo comune non ha mai avuto la lungimiranza di programmare il futuro. Siamo un paese che non ha più una sua identità. Questo paese è messo in un territorio splendido, agganciato al territorio esterno con tutta la viabilità possibile e intanto siamo rimasti talmente indietro e senza programmazione che oggi possiamo dire che è un paese che sopravvive soltanto, non ci sono più zone di sviluppo interno come l’artigianato, le attività sportive e i collegamenti che si potevano fare non si sono fatti: il centro del mercato ortofrutticolo poteva essere rimodernato e allestito in maniera molto più produttiva anche per un commercio che venisse dall’esterno ma non si è programmato niente c’è una comunità che vive soltanto di emergenza e questo è un brutto segno.

Cosa faresti a sostegno di questo paese, quali sono le priorità?

Soprattutto bisogna lavorare sulle infrastrutture, riportare all’interno del territorio l’artigianato, un nuovo sviluppo al mercato ortofrutticolo, vorrei vedere una comunità che va in piazza c’è un paese dove le disattenzioni dell’amministrazione restano nel silenzio di chi dovrebbe chiedere resta in silenzio.

Cosa chiedi ai villabatesi?

In un momento di elezioni non posso che chiedere il voto, un voto per chi questa cittadina ha voluto difendere dalla mafia e dalla cattiva amministrazione. Dobbiamo credere ancora che si possa ribaltare la situazione, non disperdiamo il voto con chi non conosce il territorio costruiamo un futuro migliore.

Sei consapevole che è difficile realizzare il tuo progetto, cosa ti spinge a continuare a crederci?

Mi spinge la consapevolezza che ci sono le persone per bene, le nuove generazioni devono vivere di diritti e doveri. Bisogna sovvertire le cose con l’impegno per la legalità, un territorio cresce se crescono umanità e lealtà, chiedo a chi è sfiduciato di credere che un passo alla volta possiamo riprenderci la dignità di vivere il nostro territorio senza chiedere niente a nessuno.

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