La relazione uomo-ambiente: la mostra allo ZAC di Palermo

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di Angela Ganci psicologo psicoterapeuta, giornalista, scrittrice
La natura al centro e l’uomo chiamato a ridimensionare i suoi spazi artificiali: su questa linea artistica si colloca la mostra “Ordo naturalis, ordo artificialis”, a cura di Beatrice Merz e Agata Polizzi, progetto espositivo della Fondazione Merz all’interno del nuovo spazio Zac ai Cantieri culturali alla Zisa, città di Palermo.
Zac – Zisa Zona Arti Contemporanee, padiglione dei Cantieri Culturali alla Zisa concepito nel 2012 come sede del Museo d’Arte Contemporanea della Città di Palermo, realtà unica in Italia, non museo tradizionale, ma un luogo aperto e in divenire, un centro di produzione culturale in linea con i flussi artistici del momento. Dopo la prima tappa artistica, di grande respiro internazionale, “El otro, lo mismo” (“l’altro, lo stesso”), nata per una riflessione sulla società nel nostro tempo storico e l’ambiente, inteso come complesso sistema circostante di interscambio e dialogo, questa seconda esposizione continua sul solco dell’attivismo ambientale, recuperando il binomio cultura-spontaneità.
Sarà una mostra in divenire, sempre diversa e costantemente in crescita – rende noto alla stampa la Fondazione Merz – con l’obiettivo di creare un laboratorio vivo di riflessione sul nostro tempo, su tematiche come il surriscaldamento climatico, l’inquinamento dei mari e l’idea di un’ interconnessione ineludibile, e da sanare, tra noi e l’intero ecosistema.
“Anche se siamo in fase di disallestimento – sottolinea ai nostri microfoni Valentina Parlato, guida ufficiale della mostra – l’entusiasmo resta assolutamente integro. Ricordo ai visitatori che la mostra consta delle opere di undici artisti che vertono intorno alla relazione uomo-ambiente, ma anche intorno a temi importanti, basilari, quali i diritti umani”.
Tra le opere di spicco della mostra si ricordano le opere di Marisa Merz che ritmano costantemente il percorso espositivo, con le piccole teste modellate in argilla o in cera, e la monumentale “Doppia spirale” dei Mario Merz, struttura dinamica e archetipica dagli organismi biologici alle galassie. Ad arricchire la mostra ancora le bandiere stampate su tessuto nautico di Andreco, dal titolo “Parata Tiberina”, e l’installazione di microcoltivazione a grano con lampade Led e metallo di Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani, i quali, secondo il Collettivo Epidemia, hanno dato vita all’opera, “Someone told us a story about nature and purity”, che sfida l’idea del dominio genetico degli umani sulle piante, nello specifico il grano. L’installazione artistica, uno sforzo per far sì che tutti questi semi diversi (che provengono dai luoghi più disparati della Sicilia) si mescolino e si emancipino dall’utilità.
Da segnalare ancora il giardino ideale di Michele Guido che ribalta la prospettiva antropocentrica ricostruendo un giardino dove sistema naturale e artificiale coesistono: riprodotta da Guido, una Thòlos greca con al centro la riproduzione in ceramica di una galla, formazioni create dall’interazione tra insetti, microrganismi e piante. L’intera immagine è un tappeto di Sierpinski, un frattale geometrico dove ogni elemento vegetale riesce a integrare e integrarsi nell’umano. Tra i più interessanti, il lavoro del duo internazionale Giorgia Lupi e Ehren Shorday, “Incroci”, una serie di 99 acrilici su tela, che rappresentano linee temporali incrociate con le date più importanti condivise agli artisti da 1.332 utenti su Instagram. L’immagine che ne deriva è una grande tela con linee nere dove lunghi pezzi di vuoto si alternano a nodi incrociati di linee.
Completa la narrazione la video-installazione “Il Terzo Reich” di Romeo Castellucci.
La mostra sarà visitabile fino all’11 settembre (esclusi i lunedì), tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni è possibile scrivere una mail all’indirizzo zac.segreteria@fondazionemerz.org.
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