Lightyear: recensione del film Pixar

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di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, scrittrice
Lightyear: lungometraggio originale creato da Disney e Pixar, uscito nelle sale italiane il 15 Giugno 2022, porta alle origini di Buzz Lightyear, l’eroe al quale l’omonimo giocattolo è ispirato, per far conoscere al pubblico il leggendario Space Ranger che ha conquistato intere generazioni di ammiratori.
Un cartone pieno di effetti speciali in cui i protagonisti sono aiutanti improvvisati, capitani autorevoli, amici, cani dai poteri quasi magici (un’IA con l’aspetto di un tenero gattino) alle prese con avventure “spaziali” grazie a cui riportare sul pianeta di origine il popolo umano dirottato per errore su un pianeta senza vita, nemico, abitato da robot distruttivi.
E mentre agli umani tocca arroccarsi in una cittadella fortificata, l’ostinato Buzz prova e riprova a trovare un sistema per fare ritorno a casa.
Alta velocità, elettricita’, ritorni al futuro (e al passato), possibilità di cancellare gli errori propri che gli altri sono chiamati a patire, causa di intere vite vissute su un pianeta su cui Buzz ha  dirottato amici e conoscenti.
Eppure è tutto così sbagliato? Può una missione rendere vana tutta una vita, anche se ostile?
Il tema del cartone, che stupisce e cattura per gli effetti speciali di notevole portata, punta sul concetto che andiamo avanti a vivere, compiendo azioni che ci portano in una direzione invece che in un’altra e, mentre lo facciamo, altre persone restano impigliate nel nostro cammino, la cui sorte anche è determinata da questo viaggio. Se di colpo, voltandoci indietro, fossimo scontenti e decidessimo di tornare al punto zero, cancellando tutto e tutti, sarebbe una decisione saggia? Non sarebbe invece puro egoismo e indifferenza nei confronti di chi ci è stato vicino in quella linea temporale?
Sembra proprio che il cartone, tra spazi abissali, secondi che diventano anni, passaggi da giovinezza a trigenerazionale, ci insegni che la vita va vissuta (e fatta vivere) al di là di ogni geografia e condizione esistenziale e che le missioni si portano sempre a compimento, ma attorniati da amici veri e fidati, immortalati nel detto “verso l’infinito e oltre”.
Fiducia e vita al di là di ogni programma di sorta, due elementi chiave in questo cartone didascalico che regala, a grandi e piccini, slanci grafici notevoli e un’eccellente voglia di farcela, senza rinnegare un passato che, comunque sia, ha costruito la nostra identità (e felicità) e quella altrui.
La regia di Lightyear è affidata a Angus MacLane, regista e storico animatore Pixar, vincitore di due Annie Awards, già co-regista di Alla ricerca di Dory (2016), la distribuzione è Walt Disney Studios per un genere avvincente di animazione e avventura.
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