Museo Civico Gaetano Filangieri: la storia e le caratteristiche di un gioiello senza tempo nel cuore di Napoli

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di Angela Ganci, giornalista, psicologo psicoterapeuta, scrittrice
Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, un luogo suggestivo e ricco di storia e tradizione, situato lungo via Duomo, nel cuore di Napoli.
Fondato nel 1882 da Gaetano Filangieri Principe di Satriano (1824-1892) ed aperto al pubblico nel 1888, il Museo è ubicato presso il quattrocentesco Palazzo Como, noto anche come il Palazzo che Cammina, poiché, per la realizzazione dell’attuale via Duomo, l’antica facciata venne spostata di circa venti metri, secondo un racconto storico emblematico. Varie le collezioni esposte per un numero di circa tremila opere tra dipinti, sculture, porcellane, maioliche di varie provenienze, mobili e stoffe, allestite secondo un criterio espositivo tipicamente ottocentesco che considerava la relazione tra gli oggetti e i luoghi destinati a contenerli.
Ecco che il visitatore vede l’inizio del suo tour nella sala Carlo Filangieri, in stile neogotico, le cui volte a mosaico, realizzate dalle raffinate officine Salviati di Venezia, riportano fedelmente gli stemmi e i nomi dei maggiori esponenti della famiglia. Alle pareti si può ammirare l’esposizione di armi in asta cinesi ed armature giapponesi, oltre che di sculture di varie epoche, tra cui ritratti ottocenteschi realizzati da Francesco Jerace e Tito Angelini. Proseguendo con la scala elicoidale di notevole spessore ecco giunti alla Sala Agata dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre del fondatore, dove, su un prezioso pavimento maiolicato realizzato su disegno del Principe Gaetano Filangieri dal Museo Scuola Officine diretto da Filippo Palizzi, si ammirano opere databili dal XVI all’XIX secolo, collezionate dal Principe e da altri donatori, che documentano la produzione di diverse scuole pittoriche italiane ed europee, come i capolavori di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Mattia Preti ed Andrea Vaccaro. Sull’elegante passaggio pensile, che conduce alla biblioteca del Principe, si allineano ventiquattro vetrine che raccolgono una collezione di maioliche, porcellane e ceramiche delle più importanti fabbriche europee, con una ricca documentazione della produzione della Real Fabbrica di Capodimonte e Ferdinandea, comprendente splendidi esempi di biscuit, opera di Filippo Tagliolini.
Questo in sintesi il percorso espositivo di uno dei musei forse meno noti di Napoli, ma non per questo meno sontuosi e ammirevoli nel custodire preziosi ornamenti e opere provenienti da una molteplicità variabile di nazioni e aree geografiche, voluto dal suo fondatore per fare rivivere, ogni giorno, tutto il fascino senza tempo dell’Arte quale Musa ispiratrice e Gioiello intramontabile di Bellezza.
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