Museo “Antonio Cordici” di Erice: l’intervista al direttore Salvatore Denaro

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di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, scrittrice
Cinque sezioni, da quella archeologica a quella dedicata a dipinti e sculture o alle armi fino alla sezione dedicata all’arte contemporanea.
Un ricco, vasto e articolato repertorio di storia e cultura quello raccolto presso il Polo museale “Antonio Cordici” di Erice, in provincia di Trapani.
Una cultura artistica connessa strettamente alla storia ericina, che può pregiarsi di opere del calibro dell’Annunciazione di Antonello Gagini, una delle testimonianze più ragguardevoli della storia della nostra Arte.
Per “raccontare” del Museo e della storia millenaria del comune di Erice “raccontato” dal museo stesso abbiamo raccolto la testimonianza del dottore Salvatore Denaro, direttore del polo museale.
1. Dottore Denaro, può parlare della storia del Museo Cordici, dalla fondazione, e delle principali opere in esso contenute?
“Con Delibera di Giunta di Monte San Giuliano il 02 gennaio 1876 venne istituito il Museo comunale Antonio Cordici per collocarvi tutti gli oggetti d’arte pertinenti alle soppresse corporazioni come quadri, statue ed altro, raccogliendo tutte le lapidi, racimolando tutte le monete, vasi e marmi, per formar così un vero Museo ericino. Vi confluirono infatti alcuni reperti archeologici appartenenti alle collezioni Hernandez e a quella Cordici ed opere d’arte provenienti da chiese e monasteri, soppressi per effetto delle leggi Siccardi, le cui opere, libri, manoscritti, gli archivi, i monumenti, gli oggetti d’arte o preziosi per antichità, quadri, statue ed altro avrebbero dovuto devolversi a pubbliche biblioteche o a musei ai sensi dell’art. 24 della legge 7 luglio 1866.
Il Museo, intitolato allo studioso Antonio Cordici, fu inizialmente collocato nella stanza attigua alla Biblioteca comunale e con decreto del 15 Settembre 1965 dei Ministri della Pubblica Istruzione e degli Interni, classificato come Museo minore. Dall’originaria collocazione, nel luglio del 2015 con la nuova denominazione di Polo Museale A. Cordici, è stato trasferito nell’ex convento dei Frati Minori Francescani e suddiviso nella sezioni archeologica, storico-artistica, delle armi e dell’arte contemporanea. Il Polo Museale ha un’ulteriore sede presso il Quartiere Spagnolo dove è collocata la sezione Etno-antropologica”.
2. Il museo contiene l’Annunciazione di Antonello Gagini (datata 1525), può riferirci dell’opera e della sua importanza artistica internazionale? Quali altre opere da menzionare?
“Il gruppo scultoreo raffigurante l’Annunciazione è, tra le opere di Antonello Gagini, forse quella che riassume appieno il linguaggio compositivo del grande scultore palermitano. Definita da Gioacchino Di Marzo tra le più singolari in bellezza, che uscirono allor di sua mano, del gruppo marmoreo è stato evidenziato il contenuto fortemente emotivo tradotto in chiave elegiaca e ne è stata rilevata la profonda delicatezza. La composizione scultorea, realizzata come ex voto, era collocata nella seconda cappella destra della chiesa del Carmine di Erice e, per effetto delle leggi Siccardi, presa in carico dal Comune di Erice. L’opera poggia su uno zoccolo, dove è incisa l’iscrizione, sul quale gravano a sinistra l’angelo, al centro il leggio, a destra la Vergine. Lateralmente si alzano due pilastrini e completano il gruppo le figure di Dio Padre e della Colomba dello Spirito Santo tra testine angeliche. L’angelo è presentato nell’atto di genuflettersi mentre alza il braccio destro accostando la mano al proprio viso. Esso sembra compiere un gesto che accompagna il saluto che sta per proferire: Ave Gratia Plena. La Vergine è inginocchiata davanti al leggio; sospende la lettura e con la mano destra accostata al petto sembra esprimere lo stupore per il divino annuncio, mentre la mano sinistra, poggiata sul grembo a tenere un lembo del manto che indossa, pare voler esprimere l’accettazione del sacro privilegio.
Oltre all’Annunciazione, di grande valore appare la collezione archeologica che abbraccia un arco di tempo che va dall’VIII sec. a.C. al periodo medievale, ma anche la sala dedicata ai beni storico-artistici, con pianete, stole provenienti degli antichi Conventi ericini e alcuni presepi, uno di questi in alabastro e concrezioni marine di particolare pregio”.
3. Qual è il valore del museo Cordici per il Comune di Erice e la sua storia? In che modo esso rappresenta la città?
“Il Polo Museale racconta, in senso paradigmatico, attraverso i reperti in esposizione, la storia dell’antica Erix, fondata dagli Elimi nell’VIII sec. a.C.; con la dominazione Normanna chiamata Monte San Giuliano e, a partire dal 1936, rinominata Erice”.
Un racconto intramontabile di bellezze artistiche e di evoluzione storica di un Comune ricco e articolato, un Museo che custodisce una storia millenaria e che continua a regalare al visitatore l’esperienza di un’Arte suggestiva, mai arcaica e in piena linea con i tempi moderni, come testimonia la sezione dedicata all’arte contemporanea.
Per gli interessati a visitare il polo museale “Antonio Cordici” di Erice i riferimenti sono i seguenti: indirizzo Vico San Rocco, 91016 (Tp), email: direttore salvatore.denaro@comune.erice.tp.it, tel. 0924/503371; fax.: 0924/869682, ORARIO INGRESSO, da aprile a ottobre: ogni giorno dalle ore 10:00 alle 18:00, da novembre a marzo: sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle 18:00.
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