“Quando la paura mangia l’anima”: la mostra all’interno dello spazio espositivo Artètika a Palermo

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di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista, scrittrice

“Quando la paura mangia l’anima”: questo il titolo della mostra di Valentina De Martini, pittrice romana di fama europea, con cui la storica galleria d’arte Artètika di Palermo ha inaugurato, dopo ventiquattro anni di vita e di storia, la nuova sede di via Giorgio Castriota 15 a Palermo, lo scorso 13 Maggio.

Le immagini colorate, appariscenti, rappresentano animali, bambini che urlano e donne di terre svantaggiate, per una mostra che raccoglie tre temi emblematici, in un forte richiamo al rispetto per la natura e per la vita degli esseri umani, in una straordinaria contemporaneità legata alla guerra ucraina in corso, al dolore delle morti e alla paura per la propria e altrui incolumità insita in ogni conflitto.

Una mostra contemporanea per una galleria in totale rinnovamento: oggi diretta da Esmeralda Magistrelli, la galleria riprende appieno il proprio operato, dopo varie tappe itineranti, con piena fiducia nel futuro, presentando il razionale di questa prima, inaugurale, mostra temporanea, nonchè le prospettive per il futuro.

“Siamo orgogliosi di presentarci come spazio espositivo con sede fissa in via Giorgio Castriota n.15 a Palermo e con un logo assolutamente nuovo con i colori dell’arancione, a rappresentare il sole, il verde e il bianco e l’immagine di un polpo, con i suoi tentacoli, a comprendere tutte le arti. Ci definiamo spazio espostivo per l’anima, includendo ogni forma d’arte e di artigianato che riesca a rinfrancare il cuore e l’anima – spiega Magistrelli – Consideri che abbiamo da poco contattato un liutaio, quindi potremmo fare pure mostre di violini. Adesso ospitiamo con molto piacere l’artista De Martini, per la terza volta a Palermo, gli animali qui esposti provengono in parte dalla vasta mostra Archè, curata da Federica di Stefano, ed esposta a Palazzo Sant’Elia a Palermo, fino a poco dopo Pasqua”.

Opere a olio su tela riproducenti animali in estinzione, come un orango con il figlio o una giraffa su scala 1:1, in una sorta di omaggio al pianeta, e insieme opere che indicano un inno al dolore gridato dalla guerra in corso in Ucraina, immortalato nella mostra Scream for life dove viene rappresentato l’urlo dei bambini che abbiamo il dovere di ascoltare.

Si tratta di bambini reali, a cui l’artista ha chiesto di urlare per difendere il pianeta, ispirandosi chiaramente al conflitto in corso – chiarisce Magistrelli – Si tratta di poche opere, nel caso di Scream for life, poichè realizzate in un periodo breve, ma devo dire che ci ha subito colpito il tema e vogliamo diffonderlo. Ha colpito noi, ma anche il pubblico, che sta dando un grande riscontro, per cui pensiamo di mantenere l’esposizione attiva fino al 13 Giugno. Per il futuro abbiamo diverse proposte, che comunicheremo al pubblico a breve. Siamo ottimisti: la pandemia ha fatto chiudere la nostra vecchia sede e ne siamo dispiaciuti, per cui questa nuova sede vuole essere un augurio di speranza, un grido alla rinascita e al futuro, sulla scia del bambini urlanti di Scream for life”.

Fine pandemia e fine guerra, perchè, forse, a volte, per ottenere giustizia e pace, interiore e all’interno della folla degli esseri umani, tacere sembra essere controproducente, mentre urlare una strategia liberatoria e reale vettore del cambiamento.

 

 

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