Maxi blitz, Tirrito: “Bene gli arresti ma immobilismo dello stato”

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“Trentuno arresti per mafia: è il bollettino del maxi blitz operato dalle Forze dell’Ordine questa mattina a Palermo, grazie a cui 29 persone sono finite in carcere e 2 ai domiciliari. Lunga la lista delle accuse: associazione di tipo mafioso, stupefacenti, armi”, a parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I. (Comitato dei collaboratori di giustizia).

“Tutti volti noti – spiega Tirrito – quelli delle famiglie coinvolte nel maxi blitz: si tratta delle famiglie mafiose dei mandamenti di Ciaculli e Brancaccio, che comprendono clan come Corso dei Mille e Roccella, “custodi” di veri arsenali di armi a Ciaculli. Doloroso è ricordare che proprio a Brancaccio è stato ucciso padre Puglisi, un grande uomo a cui ero molto legata. Quanto sangue deve essere ancora versato? Quanti soprusi, minacce, estorsioni dobbiamo ancora essere costretti a vedere e subire? Se da un lato non possiamo che plaudire a polizia e carabinieri per l’eccellente operazione svolta, che ha permesso di fare luce sull’organigramma delle famiglie coinvolte, – sottolinea Tirrito – dall’altro l’evidente immobilismo del sistema politico nei confronti del contrasto alle organizzazioni criminali rappresenta l’ennesimo pugno nello stomaco: la mafia c’è, sappiamo chi c’è dietro, ma si fa ancora troppo poco per contrastare il suo operato.

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