Messina. Convegno sulle discrasie ematologiche

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di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, scrittrice
Si è svolto lo scorso 21 Aprile a Messina presso il prestigioso hotel Capo Peloro, sito a Torre Faro, frazione del comune di Messina, l’interessante convegno di studi LABI, laboratoristi italiani, dal titolo “Il laboratorio nelle discrasie ematologiche”.
Varie le personalità invitate a presenziare sotto la direzione scientifica del dottor Giuseppe Falliti, direttore U.O.C. del Servizio di Patologia Clinica dell’A.O. Papardo di Messina.
Tra i relatori, a parte lo stesso Falliti, che, in apertura del convegno ha approfondito la funzione del laboratorio nel campo delle discrasie ematologiche, la professoressa Caterina Musolino, professore associato e direttore U.O.C. di ematologia dipartimento di medicina interna A.O.U.G. Martino Policlinico universitario di Messina, che ha puntualizzato come il paziente con neoplasia ematologica sia sottoposto a terapia ummunosoppressiva, quindi  più soggetto a COVID 19. Ecco che in caso di positività si pone subito la questione di modificare la terapia ematologica soprattutto nei tempi di somministrazione, contattando tempestivamente l’ematologo.
La stessa relatrice ha elencato, inoltre, tra i fattori prognostici sfavorevoli per mortalità da COVID 19, in pazienti con linfoma, variabili come il sesso maschile, l’età superiore ai 65 anni, lo stato di malattia, oltre al ricovero quale elemento peggiorativo dello stato di malattia e facilitante la mortalità. Riguardo infine al tema dei vaccini, “l’ematologo e l’infettivologo collaborano di fronte al paziente oncoematologico colpito dal covid e si deve sottolineare la valutazione globale del paziente per la somministrazione di una quarta dose di vaccino, e di un’eventuale quinta, mentre la terza dose, a 28 giorni dopo la seconda, potrebbe essere una proposta utile per questi pazienti fragili”.
COVID 19, ma anche discussione sulle linfocitopenie e sulla relazione tra disordini ematologici e inquinamento, a cura rispettivamente dei dottori Francesco Gervasi di Palermo e Giuseppe Visani di Pesaro. In particolare in questo contesto è stato rimarcato come i composti del benzolo possano favorire lo sviluppo di malattie ematologiche, abbassando le difese immunitarie, poiché il benzolo altera il DNA repair, come accade a categorie specifiche come i lavoratori delle scarpe o ai residenti a meno di 5 km da siti petrolchimici. Intensi dibattiti, in definitiva, che hanno visto una conclusione scientifica di alto respiro nelle relazioni del dottore Ignazio Brusca, ospedale Buccheri La Ferla F.B.F. di Palermo, che ha parlato del diaframma di flusso nel monitoraggio delle gammapatie monoclonali, e della dottoressa Marina Pastorello, A.O.Papardo di Messina, che ha concluso le relazioni e stimolato il dibattito finale, con uno stimolante report di ricerca sul dosaggio delle catene pesanti nelle discrasie plasmacellulari (per ulteriori approfondimenti si consulti la locandina allegata).
Ematologia, diagnosi e terapia finalizzate alla precocità dell’intervento, con uno spaccato sulla relazione tra pandemia e disturbi ematologici, temi in costante aggiornamento, con un appuntamento da definire nel mese di Giugno 2022 e annunciato dallo stesso Falliti a fine evento, nell’ottica di una formazione attenta ai tempi che cambiano e alla globalità della cura.
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